Chi sono io durante il Covid-19?

Fremendo, come un bambino, mi accingo a pubblicare il primo articolo sul mio blog personale, intendendo questo “sgabuzzino editoriale” come uno spazio nuovo, una piccola nicchia, un contenitore riparato dal “rumore del già sentito”, in cui sederci e fare quattro chiacchiere tra amici.

Di cosa parleremo, dunque? Di persone, di aziende, di strategie per partire e ripartire costantemente.

Se ci pensi bene, questi tre elementi, sono connessi in maniera così forte da rendere quasi impossibile analizzarne correttamente uno, senza considerare gli effetti degli altri due, su di esso. Questo perché le aziende sono fatte di persone. Le persone sono anch’esse, individualmente, delle aziende, nel senso che eseguono costantemente scelte di tipo economico per garantire la loro sopravvivenza ed il loro benessere. Sia le aziende che le persone fanno tutto questo attraverso strategie, consapevoli o non consapevoli, di breve o di lungo periodo. Le strategie, a loro volta, sono create dalle persone e dalle aziende. Ecco che il cerchio (o, se meglio vogliamo, in triangolo) si chiude.

Cercherò, quindi, di toccare, da questa angolatura, una serie di tematiche, seguendo questo filo conduttore, nell’atmosfera di una chiacchierata. Non vorrei essere, perciò, l’unico a parlare: mi aspetto commenti, feedback, spunti, che potete farmi giungere tramite vari canali e, proprio in tempo di corona virus, in cui proprio questo magazine e questo nuovo modo di comunicare prende vita e rappresenta un veloce e pratico esempio di come da un problema nascano opportunità, vorrei partire da questa domanda che mi piacerebbe che ognuno di voi, esattamente ora, si ponesse: cosa sto facendo io, di diverso dal solito, per gestire questo periodo che, sicuramente, diverso dal solito è?

Che si può tradurre in: quali strategie sto utilizzando io (quindi: persona o azienda) per trarre beneficio da questo particolare momento storico?

Ecco che le risposte, per quanto varie possano essere, sono sicuramente collocabili in uno schema come quello in foto, che ci fa capire velocemente in che situazione mi trovo.

Ora, la domanda successiva è: sono contento della zona in cui io (sempre: persona o azienda) mi trovo?

La prima zona, quella di paura, è una “zona di consumo”, in cui vado a logorare man mano le mie risorse ed avrà come risultato, alla fine di questo periodo, di farmi trovare un passo indietro a quello che ero prima. Sarò retrocesso rispetto al mio normale standard di vita ed avrò attivato, inconsapevolmente, tutta una serie di meccanismi degenerativi della mia persona che proseguiranno (pure se in forma diversa) anche dopo il periodo COVID.

L’ultima zona, quella della crescita, al contrario, è una “zona di evoluzione” una zona in cui metto in atto strategie che mi porteranno, durante e dopo questo periodo, ad essere padrone di meccanismi che sposteranno sempre più in alto il mio status personale o aziendale.

La zona di mezzo, quella che ho chiamato della “consapevolezza”, è una zona limbo che gioca un ruolo fondamentale nel rapporto tra il “chi sono” e il ”chi voglio essere”. Acquisire la consapevolezza, cioè la capacità di identificare correttamente il reale stato di fatto attuale (interno ed esterno a noi stessi) è lo strumento indispensabile per far scaturire le dinamiche successive di apprendimento e di crescita oppure, al contrario, di scegliere (consapevolmente, però) di lasciarsi andare ad una inesorabile retrocessione (cosa, ovviamente, non auspicabile per nessuno).

Guarda, molto di quello che sarà il futuro di ognuno di noi dipenderà da come stiamo utilizzando questo “tempo sospeso” per riprogrammarci.

Dunque, tirando le fila di questa breve chiacchierata introduttiva, la risposta essenziale che dobbiamo portarci a casa è: in questo momento storico così nuovo per tutti, ho ben identificato in quale zona del mio essere mi trovo e ho capito se ne sono contento o meno.

Se ne sono contento, va bene così, ma se non ne sono contento, devo assolutamente mettere in moto qualcosa, qualche strategia nuova, per portare me stesso dove vorrei essere (o la mia azienda dove vorrei che fosse).

Se questo articolo ti è piaciuto, sarei molto felice di saperlo! Inserisci la tua mail per rimanere sempre aggiornato (potrai cancellarti quando vuoi), condividilo oppure lasciami un “like” o un commento nell’apposito spazio sotto. Grazie di vero cuore!

Lascia un commento