
Lo so come ti senti… lo so!
Ma, in fondo, se sei un imprenditore, sai benissimo che le frustrazioni fanno parte del gioco, “sono garantite dal contratto di lavoro che hai sottoscritto con il mondo” (la dico così per sorridere un po’), tutto il resto, invece, è da conquistare!
Questo particolare momento acuisce il tutto e mette ancora più a nudo le tue fragilità.
Devi invertire il punto di vista, se vuoi vincere, è sempre lì il gioco: nel pensiero controintuitivo. Devi considerare le frustrazioni, gli avvilimenti, come un prezioso indicatore, direi, come il più prezioso dei KPI che hai a disposizione per la valutazione del come stanno andando le cose. Il più prezioso perché è un indicatore di misurazione “globale”. Sarai certamente abituato a guardare e ad analizzare indicatori numerici della tua azienda, dai più semplici ai più complessi (il ROI, l’EBIT, o semplicemente il fatturato, i costi fissi e variabili, ecc.), a seconda della dimensione e della tipologia della tua attività, ma hai mai posto attenzione alla misurazione del tuo livello di soddisfazione/insoddisfazione rispetto ad un determinato progetto, ad una determinata funzione o all’intera tua azienda?
E’, in fondo, questo per cui hai deciso di dedicare la tua vita (o parte di essa) nella straordinaria impresa in cui ti ci sei buttato.
E’ la misurazione e la gestione di questo indicatore qualitativo che ti fa fare il grande salto, che ti fa spostare il focus dal tuo PIL (prodotto interno lordo) personale al tuo BIL (benessere interno lordo) personale, cito lo studioso e amico Roberto Lorusso. E allora? Che aspetti? Fermati un attimo, non lo farà nessuno al posto tuo, fermati, prendi un pezzo di carta (un computer, un pezzo di muro, quello che vuoi) e scrivi chiaramente cosa, in questo esatto momento, ti avvilisce, ti rende frustrato, insoddisfatto. Troverai una, cinque, dieci cose che non ti fanno stare come vorresti. Prendile una ad una e vai a fondo. Per ognuna di esse inizia a scrivere il perché non va, perché non funziona, verranno fuori una o più cause ma non ti fermare, vai ancora più a fondo di queste cause, a questo punto potrebbero accadere due cose (a seconda del tipo di persona che sei e di altri fattori per i quali non basterebbe un articolo ad elencarli):
- la prima è che potresti subito imboccare la strada più facile, cadere nella seduzione di individuare in qualcuno o in qualcosa di esterno a te, la causa dei tuoi problemi, in questo caso sarai immediatamente capace di trovare la scusa giusta che ti “sganci” da ogni responsabilità (sottolineando a te stesso: “che non è una scusa, ma che è proprio così!”), insomma, saprai raccontartela per bene e convincerti che non “puoi farci nulla”. Tornerai al punto di prima ancora più frustrato (ed avrai ragione ad esserlo) perché hai deciso che la tua vita dipende da altri o da altro e che tu non hai le armi per poter cambiare le cose.
- La seconda e che potresti trovare il coraggio di scendere ancora più a fondo e ancora di più, questo ti farà male e ad ogni passo avrai l’istinto di tornare indietro, di mandare al diavolo questa ricerca che stai facendo e di tornare nella tua (comoda) insoddisfazione (potrai così continuare a lamentarti e a dare colpe a destra e a sinistra) ma, se scaverai bene, troverai, in te, le origini, le matrici di quelle frustrazioni. Allora scoprirai la risposta e scoprirai che, quella risposta, ce l’hai sempre avuta, semplicemente non te la sei mai detta!
Allora si che potrai cambiarle quelle cose che non funzionano, che non sono come vorresti che fossero. Allora si che avrà anche senso chiedere un aiuto tecnico, ad un consulente, sulle strategie, sugli strumenti, sulle competenze aggiuntive che ti occorrono, ecc. In questo caso, quell’aiuto potrebbe esserti prezioso, perché si andrebbe a poggiare su una consapevolezza ben radicata e porterebbe dritto all’obbiettivo. Altrimenti non ci potrà essere aiuto che tenga, se le redini della tua azienda ma, ancor di più, della tua vita, sono poste all’esterno di te, sarà tutto vano.
Facile a dirsi… ma difficile a farsi! E’ chiaro che non è da tutti… come è chiaro che i vincenti non sono “tutti” (ancora una volta, puoi assegnare la differenza tra l’una e l’altra categoria alla fortuna, al caso, o analizzare le mosse e capirne le vere ragioni), ma tu puoi scegliere, è questo il bello (oppure, ancora un’altra volta, dirti che non serve a niente e lasciare tutto com’è… ma ricordati: anche questa è una tua precisa scelta, quindi, una tua precisa responsabilità).