I due livelli di percezione (1°Parte)

Cosa vedi nell’immagine qui sopra?

Se non sei come me, la prima cosa che ti sarà saltata all’occhio sono delle persone, 6 per essere precisi, che ballano al tramonto con le braccia in alto, le donne con un vestito nero e gli uomini con una palma in mano e delle piccole rondini che volano. Giusto?

Oppure no?! Non mi dire che a primo colpo ti era sembrato di vedere altro!

“Non dar retta ai tuoi occhi e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda con il tuo intelletto e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola.” (Il Gabbiano Jonatan Livingston).

Il differenziale tra percezioni e realtà è uno dei grossi problemi che compromettono in maniera grave le nostre sorti personali e di intere società.

Lo sapevi che l’Italia è prima in Europa per il divario tra percezioni e realtà?

Approfondiremo questo aspetto sociale ma, partiamo da noi!

Ti prego di seguirmi attentamente.

Primo livello di percezione.

I canali attraverso cui noi percepiamo la realtà, sono i nostri 5 sensi. Partendo da qui è e dalla loro naturale conformazione, è chiaro come molta parte della realtà non entra proprio nel nostro raggio cognitivo.

Se pensiamo alla vista, la luce visibile all’occhio umano è una piccolissima porzione dello spettro elettromagnetico, che si trova a metà tra i raggi infrarossi e i raggi ultravioletti (esattamente tra 390 e 730 nanometri). Al di sopra dei raggi ultravioletti ci sono i raggi x, poi i raggi gamma e poi i raggi cosmici; al di sotto dei raggi infrarossi ci sono le onde radio e TV e poi le onde elettriche. Con un’immagine, se pensassimo a tutto lo spettro elettromagnetico lungo come il fiume Mississipi (3778 km), il nostro occhio sarebbe in grado di vedere una piccolissima porzione, al centro di esso, lunga non più di 8 centimetri.

Questo vale anche per le onde sonore, riferendoci all’udito, ma anche per l’olfatto, il gusto e il tatto.

Dunque, già a questo primo livello, possiamo renderci conto che ciò della realtà che riusciamo a percepire è solo una parte microscopica; che esiste un universo di energia intorno a noi che è di proporzioni enormi.

Ecco che, la differenza tra i termini “materiale” e “spirituale” trova significato, semplicemente, in una diversità di frequenze tra i due “mondi”, tra ciò che rientra nell’ambito del percepibile, del tangibile, e ciò che va oltre.

Le leggi della fisica, della chimica, della matematica, di cui noi riusciamo a comprenderne solo dei piccoli riflessi che hanno impatto sul nostro mondo materiale, appartengono a totalmente a questo mondo immateriale, così come i nostri pensieri e le nostre emozioni.

Che tu voglia chiamarlo “Mondo Spirituale”, “Dio”, “Sistema di Gestione Superiore”, o come altro vuoi configurarlo, il concetto chiaro è che di tutta l’energia, o meglio, di tutte le forme di energia esistenti, noi ne riusciamo a percepire solo una parte piccolissima. Di tutto ciò che è il mondo “conosciuto”, poi, stringendo ancora il campo, ciascuno di noi, personalmente, ne riesce a percepire una parte ancora più infinitesimale, che è ciò che ciascuno di noi chiama “realtà”.

Quindi, stando a questo primo livello di percezione, cioè a quello che, dell’esistente, biologicamente siamo in grado di far entrare dentro di noi, è abbastanza evidente che si tratta di una parte piccolissima su cui noi, poi, normalmente, costruiamo tutta la nostra vita.

Platone, nel 380 a.C. già affermava che “l’umanità vive nell’oscurità e non ha mezzi per vedere la luce”. Egli usava l’Allegoria della Caverna, nella quale paragonava l’umanità a un gruppo di persone che ha passato la propria vita in una caverna: essi vedevano le ombre muoversi sulle pareti e, non potendo vedere gli oggetti che si trovavano al di fuori e che creavano le ombre, pensavano erroneamente che quelle ombre fossero reali.

Dunque, la nostra realtà! E’ proprio questa che un grande ostacolo per noi stessi. Il “credo solo a ciò che vedo” che ci fa ignorare, invece, la parte più grande dell’esistente che è sicuramente “al di là di ciò che vedo”.

E’ questo, quello della tua realtà, il perimetro che devi, costantemente, cercare di sfondare. Se vuoi davvero dare una svolta alla tua vita, raggiungere i traguardi che meriti, devi imparare a credere un po’ anche in ciò che non vedi. Perché se non lo vedi, non vuol dire che non esiste.

Devi immaginare, la forza dell’immaginazione ha una potenza generativa dirompente. Ogni cosa viene creata due volte, prima nell’immaginazione poi nella realtà.

L’immaginazione è la prima importante dote di un imprenditore (ma anche di chiunque voglia migliorare la sua vita, in ogni campo), tutto ciò che l’uomo ha creato è stato preceduto dall’immaginazione, dal superamento di quel confine tra ciò che vedo e ciò che non vedo, facendolo diventare ciò che gli altri non vedono.

Eistein, la Teoria della Relatività, l’ha immaginata; Gutemberg la stampa l’ha immaginata, e così, senz’altro, anche per ciò che hai tra le mani in questo momento e così anche per le cose che, nella tua vita, hai creato tu (casa, famiglia, ecc.).

Se puoi immaginarlo, può esistere (magari non ora ma tra mille anni, magari non sarai tu a realizzarlo ma, qualcun altro, sicuramente lo farà, perciò… fallo tu!).

Elon Musk ha immaginato la specie umana come una specie multiplanetaria, questo è diventato il suo più grande obbiettivo: ha già progettato (e nei minimi dettagli) una città su Marte, qualche giorno fa è partita la sua prima spedizione nello spazio, non sarà magari nell’immediato ma, prima o poi, questo accadrà.

Fai questo sforzo di pensare oltre ciò che vedi, oltre quella che chiami realtà, è solo così che potrai essere capace di dare alla tua realtà la forma che vuoi, immagina, prova, sbaglia, riprova fino a raggiungere la tua meta, qualunque essa sia, oltre ciò che vedi… oppure continua a pensare che “sono cavolate” e resta dove sei. E’ una tua scelta.

Appuntamento alla settimana prossima per la seconda parte di questo articolo.

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