
“Il fare non è soltanto un verbo, ma l’insieme di due note: il Fa e il Re”, rubo queste parole al grande genio della musica Ennio Morricone. Il fa e il re da soli, però, non bastano per creare una composizione ma, se già distorciamo un po’ una delle due note, ottenendo un altro suono, il fa diesis, può iniziare a venir fuori qualcosina (che è una musica suonata dall’armonia a bocca in un momento drammatico di un film di Sergio Leone).
Siamo quello che facciamo! E da questa verità non si scappa.
Veniamo fuori da un ventennio in cui si è puntato tutto sull’informazione! All’alba del nuovo millennio l’imperativo era quello di acquisire quante più informazioni possibili, queste ultime facevano la differenza tra il vincere ed il perdere. A volte tra il vivere e il morire.
All’Università mi insegnavano che Napoleone vinceva le sue battaglie perché riusciva ad avere un’informazione in più, prima degli altri.
Tutto vero! Era esattamente così! Il potere dell’informazione o delle informazioni ha sempre messo, nelle mani di chi riusciva a possederle e a controllarle, lo scettro del regnante.
Ma è ancora così?
Mi trovo spesso a vedere persone che frequentano corsi, uno dietro l’altro, senza, poi, mai applicare, altri che acquistano libri che poi nemmeno leggono. Questo per il bisogno di avere tra le mani quanta più conoscenza possibile. Certi che il proprio business, la propria vita, abbia tanto potenziale ancora inespresso, si spera individuare, in tale cumulo di nozioni, il guizzo giusto per poter finalmente emergere.
Che risultato produce questo? Sicuramente, una bella collezione di libri e attestati ma, nel concreto?
Il mondo è cambiato sotto i nostri occhi e non ce ne siamo accorti se siamo ancora in questo ordine di idee.
Si stima che, solo quest’anno verranno generate 4 exabyte di informazioni, più di quelle generate nei precedenti 5000 anni. E ogni anno ne saranno ancora di più!
Ogni anno, il numero delle informazioni tecniche raddoppia, ciò significa che, per uno studente di ingegneria, ciò che studia al primo anno è già vecchio al terzo anno.
Le informazioni sono ovunque, oggi, e gratis, il più delle volte (o comunque a buon mercato).
Basta scrivere su Google “come fare a…”
Dunque, sono ancora così importanti le informazioni? Pensi ancora che la strada giusta sia quella di pagare per averne quante più?
Le informazioni sono una “risorsa” degli anni passati.
Con questo non voglio dire che non abbiano assolutamente valore, ma che nel frattempo è aumentato, in maniera molto forte, il valore di altre caratteristiche rilegando, le informazioni (che nel frattempo sono aumentate in termini di quantità e di disponibilità) ad un ruolo molto secondario e, sicuramente, dal punto di vista economico ad un valore molto marginale.
Fino a pochi anni fa, per esempio, l’on-line marketing era utilizzato solo da grandi aziende e strumenti come Facebook, Google, ecc. erano adoperati solo da queste ultime. Le conoscenze in merito a Landing, Funnel, ecc. avevano un effettivo valore che faceva la differenza… oggi sono, invece, veramente alla portata di tutti.
Adesso il problema, paradossalmente, è quello inverso: il districarsi tra montagne di informazioni, lo scremare, il ripulire, il riuscire a liberarsi da cumuli schiaccianti di informazioni e tenere per se solo quelle effettivamente importanti.
Ciò che fa la differenza, invece, adesso, è il FARE.
Le nostre due belle note che, prese da sole, in maniera sterile, non porterebbero a nulla ma, distorte in maniera giusta e contornate di quell’unicità ed esclusività che ciascuno di noi può donare a questa magica parola, rappresentano il vero elemento che fa la differenza.
L’imperativo oggi è: inizia a fare!
Prima spara e poi prendi la mira. Comincia e, man mano, aggiusterai il tiro. Il fare è elemento motivazionale in sé, già da solo è capace di dare carica e forza di andare avanti poiché, una volta messo in atto, è in grado di attivare quel coinvolgimento indispensabile per andare avanti.
L’ostacolo principale al fare, a mio avviso e nel libro PENSIERO EFFICACE (Bruno Editore) ne parlo ampiamente, è la cosiddetta “azione perfetta e strutturata”. Cioè quel meccanismo in cui molte volte cadiamo, prima di intraprendere un’azione, che ci porta a voler considerare tutti i dettagli, eliminare tutti i rischi, essere certi che il giudizio degli altri sia favorevole, ecc. ecc. Beh, “l’azione perfetta e strutturata” è una pura illusione, non esiste (per tutte le valutazioni che possiamo fare, mai riusciremmo ad eliminare tutti i rischi o ad essere certi che…), è solo un nostro meccanismo di difesa dalla paura, che ci blocca e ci inchioda lì dove siamo.
Ciò che ti serve è INIZIARE A FARE. Punto.
Generatività, implementazione, azione.
Queste sono le parole che, oggi, fanno la differenza. Fanno la differenza perché portano a risultati veri, concreti.
Risultati che potranno, poi, sempre essere migliorati, ma che senza l’azione non potranno, invece, mai vedere la luce.
Le informazioni sono solo una delle componenti, insieme a tante altre (la responsabilità, la creatività, ecc.) che devono confluire nel FARE per materializzare i risultati.