Il 35° Chilometro

La maratona, 40 km ed oltre di corsa, è uno degli sport più massacranti che esistano. Il fisico viene portato all’estremo e molti atleti abbandonano la gara prima di arrivare al traguardo.

La cosa interessante è, però, notare quando questi abbandonano!

La statistica ci viene incontro e ci dice che la maggior parte degli atleti non abbandona nella prima parte della gara, quando sono ancora abbastanza “freschi” e motivati verso l’obiettivo. La maggior parte degli atleti non abbandona nemmeno negli ultimi chilometri della gara, quando, invece, sono stanchissimi ma vedono avvicinarsi sempre più il traguardo.

La maggior parte degli atleti abbandona la gara intorno al 35° km!

E’ il momento in cui la strada che si è percorso è tantissima, lo sforzo disumano che si è fatto non riceve ancora nessuna ricompensa, i muscoli, il respiro, il corpo intero sembrano cedere inesorabilmente… quegli ultimi 7 km sembrano 70 e la mente inizia a macinare pensieri che diventano sempre più convinzioni, del tipo:

“non ce la faccio più! Sto morendo, mi devo fermare! Ho dolori ovunque, ho bisogno di vomitare! Ma chi me l’ha fatto fare?! Non arriverò mai al traguardo, mi fermo!”

In gergo questa situazione viene chiamata “muro dell’atleta”, si tratta di una crisi metabolica, è il momento in cui il corpo dell’atleta “entra in riserva”, non può più utilizzare il carburante come prima, deve dunque, necessariamente cambiare strategia se vuole proseguire.

Similmente alla maratona, ogni progetto, ogni obiettivo di vita che ti prefiggi, ti metterà davanti al suo 35° km.

Potrà essere l’ennesimo rifiuto di un cliente, l’ennesimo esame non superato, l’ennesimo curriculum mandato senza esito, l’ennesimo due di picche dalla persona corteggiata, o qualsiasi altro ennesimo “no”!

Il fermarti o il proseguire, nella maratona come in qualsiasi altro ambito, è sempre e solo una decisione tua! Ed è una decisione che cambierà l’esito della tua vita!

Il 35° km non è altro che una crisi! …e le crisi, in un modo o nell’altro, passano.

Sei semplicemente tu a decidere, però, il modo. Fermarsi o andare avanti!

Certo è che, se decidi di andare avanti, dovrai cambiare strategia, essere capace di gestire uno stato fisico e mentale diverso rispetto a quello a cui eri abituato fino all’attimo prima. Se sei allenato a farlo, ti verrà più facile.

Quali sono, dunque, le abilità più importanti da allenare per superare il tuo 35° km?

Beh, prima tra tutte, lo spirito di adattamento. La capacità di modificarti rispetto alle condizioni che l’ambiente genera su di te. Sicuramente dovrai rallentare, tornando all’esempio della maratona, dosare diversamente il tuo consumo di energie, imparare cercare ed usare energie che prima non avevi considerato e che non pensavi nemmeno di avere, prendere confidenza con il tuo nuovo stato fisico e mentale, ricalcolare tempi e distanze, abbandonare i pensieri negativi e fare visualizzazione di come ti sentirai quando avrai raggiunto il traguardo.

La seconda abilità è quella di fare squadra. Nessuno vince da solo. Neanche nella maratona che è uno sport individuale. La vittoria è funzione di una serie di lunghi preparativi che coinvolgono altre persone. La capacità di creare un’ambiente positivo a supporto, fatto di persone che credono in te, a cui vuoi restituire almeno parte della fiducia che ti stanno dando, è una condizione fondamentale per non arrenderti.

Un’altra abilità è quella di riuscire ad annullare o, quantomeno, ridurre al minimo la casualità. Non esistono risultati casuali! Si, a volte ci possono essere cose che vanno meglio o che vanno peggio di come ci aspettavamo, deviazioni dovute da eventi che possono spostare un po’ più in qua o un po’ più in là delle aspettative, ma sul lungo periodo riusciremo a raccogliere ciò che abbiamo seminato. Non c’è storia! Potrai correre qualche km più velocemente perché ti senti meglio, perché hai il vento a favore, oppure, al contrario più lentamente, ma se ti sei allenato a lungo per completare la tua maratona in un certo tempo, è in quel tempo che la completerai, minuto più o minuto meno… Gli eventi esterni modificano i risultati, ma non li determinano. Dipende da te!

Le crisi, i momenti difficili, i fallimenti, non sono l’antitesi alle vittorie, ma semplicemente una parte di esse, un pezzo che non può mancare in qualsiasi successo.

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